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Ipotiroidismo - Quando la tiroide funziona poco

Centro della Tiroide

Quando la tiroide funziona poco

Quando la tiroide funziona poco, c’è carenza di ormoni tiroidei. L’ipotiroidismo è la piu’ comune patologia della tiroide. Quando la tiroide funziona poco, le concentrazioni nel  sangue degli ormoni tiroidei (FT3 e FT4) sono basse. 

Nella maggior parte  dei  casi  l’ipotiroidismo è  "primitivo",  cioè  dovuto a patologia  primariamente tiroidea. In questi casi la concentrazione nel sangue di TSH (l’ormone ipofisario che stimola la tiroide) è aumentata, perché viene meno l’effetto inibitorio che gli ormoni tiroidei esercitano sulla secrezione di TSH. Il TSH è un indice molto sensibile della funzionalità tiroidea e nelle forme lievi di ipotiroidismo (“ipotiroidismo subclinico”) gli ormoni tiroidei sono ancora normali e l’unico segno è un moderato aumento del TSH. 

Le più comuni cause di ipotiroidismo primitivo nell’adulto sono la tiroidite cronica autoimmune di Hashimoto, l’asportazione chirugica della tiroide e l’inattivazione funzionale della tiroide dopo terapia con radioiodio. La grave carenza di iodio è nel mondo una importante  causa di ipotiroidismo e di gozzo. Altre cause possono essere gli esiti di una radioterapia esterna nella regione del collo e l’assunzione di alcuni farmaci che possono interferire con la funzione tiroidea (quali amiodarone, litio, beta-interferone; quando si utilizzano questi farmaci è opportuno controllare periodicamente la funzionalità tiroidea). 

Raramente, si può avere un mancato sviluppo della   tiroide o una alterazione congenita della sintesi di ormoni tiroidei.

Normale funzionalità tiroidea
  • TSH normale
  • FT4 normale
Ipotiroidismo subclinico
  • TSH aumentato
  • FT4 normale
Ipotiroidismo conclamato
  • TSH aumentato
  • FT4 basso


Più  rare sono  le  forme di ipotiroidismo "secondarie" ad alterazioni  della funzionalità ipofisarie, in cui è il TSH a mancare e pertanto in questi casi i valori bassi di FT3 e FT4 si associano a TSH anch’esso basso. 
La prevalenza dell’ipotiroidismo conclamato nella popolazione generale è dell’1-3%.
La prevalenza dell’ipotiroidismo subclinico nella popolazione generale è del 4-10%, ma raggiunge il 20% nelle donne oltre i 60 anni. L’ipotiroidismo subclinico nel 2-5% dei casi/anno evolve in ipotiroidismo conclamato. 

Conseguenze dell'ipotiroidismo conclamato

La sintomatologia  dell’ipotiroidismo e'  caratterizzata da:

- Stanchezza
- Intolleranza al freddo
- Moderato aumento di peso
- Debolezza e dolori muscolari
- Sonnolenza, depressione
- Abbassamento della voce
- Sipsi
- Mancanza di appetito
- Movimenti rallentati
- Pallore, anemia 
- Capelli e cute secca
- Mixedema, cioè edema poco comprimibile del sottocutaneo (viso, mani)
- Aumento del colesterolo
- Rallentamento  del  ritmo  cardiaco, ingrandimento del cuore, aumento della pressione diastolica (“la minima”)
- Alterazioni mestruali nella donna
- Ritardo di crescita e di sviluppo quando la patologia si manifesta nell'infanzia. 

Le forme di ipotiroidismo “subclinico” presentano invece scarsa sintomatologia. 

Terapia dell'ipotiroidismo

La terapia è sostitutiva (cioè viene somministrato dall'esterno l’ormone che la tiroide non è piu’ in grado di produrre a sufficienza) e consiste nella somministrazione orale di Levotiroxina (farmaco sintetico identico all’ormone tiroideo T4), cominciando   con  dosi   basse  e  salendo progressivamente fino alla graduale normalizzazione dei valori di FT4 e TSH nel sangue. L’organismo stesso provvede a trasformare una parte della T4 somministrata in T3. Solitamente, la terapia va proseguita tutta la vita. E’ necessario un controllo periodico di FT4 e  TSH per verificare l’adeguatezza della terapia sostitutiva e praticare eventuali correzioni del dosaggio per mantenere un buon compenso. La somministrazione di un dosaggio eccessivo di Levotiroxina (tale da indurre un aumento oltre la norma dei valori di FT3 e FT4 nel sangue) va evitato perché può favorire l’insorgenza di aritmie, specie nell’anziano, e peggiorare una eventuale osteoporosi.

In gravidanza il fabbisogno di ormoni tiroidei aumenta, quindi è necessario informare lo specialista e adeguare il dosaggio della terapia sostitutiva nel corso della gravidanza in base ai risultati degli esami ematici effettuati periodicamente. 

E’ consigliabile inoltre inserire un dosaggio del TSH negli esami che si fanno routinariamente prima/all’inizio della gravidanza, per diagnosticare tempestivamente un eventuale ipotiroidismo non ancora noto e correggerlo.

Sale iodato

SIGNIFICATO DELL’UTILIZZO DEL SALE IODATO NELLA PREVENZIONE DELL’IPOTIROIDISMO DA CARENZA IODICA E DEL GOZZO

Su scala mondiale, la carenza di iodio è ancora una importante causa di ipotiroidismo. Inoltre la carenza di iodio è una delle cause del gozzo (ingrossamento della tiroide). Lo iodio serve alla tiroide per sintetizzare gli ormoni tiroidei. L’utilizzo routinario del sale iodato per cucinare  (in quantità normale, senza eccedere nell’uso del sale!) soddisfa il fabbisogno quotidiano di iodio. Quindi: poco sale… ma iodato!

L’eccesso di iodio puo’ essere invece dannoso per la tiroide e puo’ alterarne la funzionalità (sia facilitando l’ipertiroidismo, sia in alcuni casi bloccandone la funzionalità) e va quindi evitato.

Nei soggetti con ipertiroidismo (eccesso di produzione di ormoni tiroidei) in fase attiva è meglio evitare l’uso di prodotti iodati.  


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