Newsletter - aprile 2021



 

  

Image

Lettera al personale

Il Direttore sanitario, dott. Francesco Canale

Vorrei condividere alcune considerazioni sulla vaccinazione del personale sanitario tenuto conto del recente dibattito sul tema e le correlate notizie stampa.

Noi fino ad oggi abbiamo raggiunto una buona percentuale di adesione alla vaccinazione (superiore all’80%).

La necessità di vaccinarsi per il Covid è un argomento che sostanzialmente può essere inquadrato attraverso più ambiti di lettura: sociale, etico, personale, normativo. Nell’ambito sociale mi pare opportuno richiamare il fatto che lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni è un fenomeno che esiste da tempo. Nel caso dell’emergenza COVID-19, complice un mondo in cui l’informazione generale precede la conoscenza specifica, la diffidenza nei confronti del vaccino è certamente sostenuta e amplificata dalla facilità con cui chiunque può reperire notizie, spesso contrastanti, su internet o sui “social” in generale. In tutto ciò, non è priva di colpe la stessa classe medico-scientifica che con tutta evidenza non ha saputo comunicare la complessità dell’evento pandemico in tutte le sue forme (epidemiologica, terapeutica, microbiologica etc.). A ciò si aggiunga che spesso si leggono da parte di “chiunque” spiegazioni, commenti, dichiarazioni che non hanno niente a che fare con i vaccini, come strumento della medicina moderna, ma sono più vicine a ideologie o convinzioni condivise tra piccoli gruppi.

Il fenomeno è definito in inglese come Vaccine Hesitancy or Resistance e in italiano come “esitazione o resistenza vaccinale” (termine che comprende i concetti di indecisione, incertezza, ritardo, riluttanza) e si manifesta come un ritardo nell’adesione o come rifiuto della vaccinazione, nonostante la disponibilità di servizi vaccinali. L’esitazione e la resistenza al vaccino hanno, come è comprensibile, natura complessa e multifattoriale.

Non si pretende di comprendere tutti i motivi determinanti dell’esitazione o rinuncia al vaccino nella popolazione italiana, tuttavia uno studio pubblicato nel 2021 effettuato su popolazione adulta in Irlanda e nel Regno Unito ha dimostrato che i soggetti esitanti o resistenti a ricevere il vaccino avevano le caratteristiche di informarsi con minore probabilità sull’andamento pandemico da fonti tradizionali e autorevoli e di avere un certo livello di diffidenza verso le istituzioni scientifiche.

Su questo, in qualità di Direttore Sanitario e di Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, posso solo confermare con piena convinzione che le evidenze scientifiche che dimostrano i benefici e la sicurezza dell’immunizzazione attiva sono, da tempo, a dir poco travolgenti non solo per il Covid 19: la vaccinazione come strumento di prevenzione è oramai riconosciuta come uno degli interventi maggiormente efficaci, anche rispetto al costo, per migliorare gli esiti di salute. Un solo giorno di Rianimazione subìto da un paziente, magari poi deceduto, costa almeno quanto decine e decine di dosi vaccinali.

La vaccinazione contro il Covid ha pressoché annullato i ricoveri degli anziani provenienti dalle RSA/RP e ridotto fortemente i cluster nel personale sanitario, soprattutto ospedaliero (rispetto a quanto visto in un passato recente, anzi recentissimo). Ne è consapevole soprattutto chi lavora in pronto Soccorso ed in Medicina Preventiva: chiedete a loro.

Con certezza possiamo dire che, ad oggi, la vaccinazione contro il Covid preserva una componente importante della nostra società.

Quali sono i doveri strettamente inerenti la nostra professione? Curare, assistere, promuovere la salute, mi viene da dire in prima battuta. Potremmo aggiungere molto altro, ma mi basta ricordare questi impegni. Il nostro prioritario dovere morale in ambito ospedaliero e dunque professionale è dunque assicurare ai ricoverati i comportamenti, le azioni, gli strumenti che favoriscono la salute, intesa come guarigione (obiettivo finale e sperato), assistenza, prevenzione, sicurezza.

In altre parole l’operatore sanitario che non si vaccina accetta che la sua potenziale suscettibilità diventi un rischio ulteriore, nei confronti della propria famiglia o dei propri cari in primo luogo, rispetto a quello già presente in generale nella popolazione, avendone a quei punti la piena responsabilità individuale.

Questa Direzione è disponibile a rispondere a dubbi sulla vaccinazione, a dubbi sulle modalità di prevenzione di cui il vaccino è parte integrante e sulle caratteristiche del vaccino che viene somministrato in questo Ospedale. Siamo qui, noi, il Medico Competente, i Colleghi infettivologi. Siamo sempre disponibili alla discussione ed al confronto oltre che, ovviamente, ad inserire nel programma vaccinale gli operatori che fino ad oggi hanno avuto dubbi in proposito. L’adesione alla vaccinazione può essere richiesta inviando una email a  segreteriads@galliera.it  inserendo nome, cognome, email, codice fiscale.

Ringrazio per la collaborazione e l’attenzione.

Buon lavoro.

Azioni sul documento