Accoglienza vittime di violenza che accedono in PS

Il Progetto SOStegno donna per le vittime di violenza che giungono al Pronto Soccorso dell'Ospedale Galliera prevede un'accoglienza e un iter diagnostico e terapeutico dedicato e complessivo includendo figure professionali specifiche e una collaborazione attiva con la rete territoriale.

Il progetto di accoglienza e presa in carico delle vittime di violenza che accedono in Pronto Soccorso nasce nel 2010 come “Progetto Ginestra”, grazie all’introduzione (dal 2009) della figura della psicologa, normalmente assente in un dipartimento di emergenza, come figura dedicata sul tema della violenza e delle categorie fragili.
Dal 2014 gli accordi tra l'E.O. Ospedali Galliera e WeWorld hanno permesso di continuare e garantire la prevenzione e il contrasto al fenomeno della violenza nei confronti delle donne con la finalità di incrementare le attività di accoglienza e presa in carico delle vittime di violenza che accedono del Pronto Soccorso.
Il progetto SOStegno Donna prevede la presenza di due psicologhe a orientamento psicoanalitico preposte all'accoglienza del vissuto traumatico della donne maltrattate. Il progetto prevede un percorso clinico ed assistenziale mediante un intervento interdisciplinare (infermiere, medico, psicologa) per le donne che accedono in P.S. per maltrattamenti psicologici e/o fisici e/o sessuali ripetuti nel tempo e perpetrati all’interno di rapporti intimi, familiari e amicali.

L'infermiere rappresenta il primo momento di contatto, è la prima persona che riceve la vittima, che la accoglie. Ha una funzione molto importante perché la sua parola può consentire alla donna di affidarsi all'istituzione a cui si è rivolta con fiducia. La fiducia è ciò che consente lo sviluppo del transfert, meccanismo in cui la paziente suppone un sapere nell'altro che la possa aiutare senza formulare un giudizio. L'infermiere non deve indagare cosa è successo, non deve fare nessuna forzatura ma solo accogliere ed indirizzare la paziente alla visita presso lo sportello psicologico.
Il personale medico ed infermieristico si occupa di verificare quali sono e l'entità dei danni fisici subiti dalla donna ma si occupa anche dell'ascolto sensibile dei traumi di natura psicologica/emotiva. Spesso, ma soprattutto nei casi in cui la violenza viene negata, è il corpo che parla per primo, attraverso i segni che la violenza lascia.
Le psicologhe vengono chiamate dall'infermiere al momento del triage prima della visita o subito dopo la visita medica in tutti quei casi in cui c'è stata violenza dichiarata ma anche in caso di violenza sospetta.
Per la donna svolgere il colloquio è un diritto non un dovere. Non vi deve pertanto essere nessuna forzatura, fondamentale è l'ascolto, non avere subito delle soluzioni pronte all'uso (a parte quei casi particolarmente gravi per il pericolo di recidiva) né obiettivi da raggiungere (per esempio forzare un'eventuale denuncia), bisogna consentire alla donna di ascoltare se stessa.
Successivamente al primo colloquio in Pronto Soccorso la psicologa valuta l'opportunità di proseguire per altri incontri (massimo 8) nei quali, a partire dal trauma riportato, si approfondiranno le dinamiche della relazione violenta, le modalità della donna di affrontarle, le sue risorse, la sua implicazione soggettiva in ciò che le sta accadendo.

Le persone possono accedere direttamente al triage del Pronto Soccorso (h. 24) o essere inserite nell'iter diagnostico dopo un primo contatto con le psicologhe dott.ssa Ferrari Tumay Edith e dott.ssa Marchini Luisa.

Per contatti ed informazioni:

  • Dott.ssa Ferrari Tumay Edith
    Psicologa psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico lacaniano
    edith.ferrari@galliera.it
  • Dott.ssa Marchini Luisa
    Psicologa psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico lacaniano
    luisa.marchini@galliera.it


Orari:
dal lunedì al venerdì dalle ore 8:00 alle ore 18:00
sabato dalle ore 9:00 alle ore 14:00
reperibilità nei casi di grave emergenza
Tel. 010 563.2988


Dott. Paolo Cremonesi
Direttore S.C. Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza
Tel. 010 563.4766/4763/4768
paolo.cremonesi@galliera.it

Il Progetto SOStegno Donna collabora con il Progetto Amaltea del Comune di Genova, il Tavolo Regionale di studio sul maltrattamento e abuso in danno di minori e al Protocollo d’intesa per la promozione di politiche attive finalizzate alla prevenzione ed al contrasto della violenza di genere e nei confronti dei minori – Istituzione di un percorso di accoglienza della vittima di violenza presso il pronto soccorso, rivolti alla tutela delle famiglie e al contrasto alla violenza all'infanzia e all'adolescenza.

 

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