Informativa per l'induzione del travaglio di parto

L’induzione del parto è una procedura che viene messa in atto per provocare l’insorgenza del travaglio.

Le principali indicazioni all’induzione del parto sono:

  • gravidanza oltre il termine (dopo la 41°+3 /+5 settimana)
  • rottura delle membrane
  • patologie materne (per esempio colestasi gravidica, ipertensione in gravidanza, diabete gestazionale) o fetali (problemi di crescita).

La specifica indicazione Le verrà chiaramente indicata dal medico al momento del consenso.

Per induzione del parto si intende sia la stimolazione dell’attività contrattile uterina che l’induzione della maturazione cervicale intesa come l’insieme dei fenomeni che portano a un cambiamento della posizione dell’orifizio uterino interno (da posteriore ad anteriore), a un rammollimento, raccorciamento e quindi appianamento della cervice e alla sua successiva dilatazione. I metodi di induzione dovrebbero quindi avere lo scopo di portare l’utero e la cervice uterina dalla fase di quiescenza e dalla condizione di conservazione cervicale a quella di attivazione delle contrazioni uterine ritmiche e alla dilatazione della cervice (fase prodromica del travaglio di parto fisiologico). Tuttavia esistono condizioni cliniche in cui l’obiettivo principale è il raggiungimento di una sola di queste condizioni per esempio se la cervice è fortemente immatura o impreparata é preferibile ottenere inizialmente un miglioramento della condizione cervicale prima di stimolare l’attività contrattile uterina, viceversa se il collo é ben preparato, sarà necessario solo stimolare l’attività contrattile. Le strategie di intervento saranno quindi diverse.

I metodi di induzione del parto si dividono in metodi non farmacologici e metodi farmacologici.
Possono essere utilizzati da soli o in sequenza tra loro; quale metodo utilizzare deve essere valutato da caso a caso in funzione dell’età gestazionale, del livello di maturazione della cervice uterina, del numero di parti precedenti e dell'indicazione .

Se la cervice uterina è immatura i metodi da preferire sono :

  • prostaglandine: dispositivo intra vaginale a rilascio controllato( Propess®)
  • meccanico: con catetere a doppio palloncino (CRB)

Se la cervice uterina é matura, i metodi farmacologici da prediligere sono:

  • lo scollamento delle membrane;
  • prostaglandine in gel vaginale ( Prepidil®)
  • ossitocina e/o l’amniorexi

Per decidere il metodo di induzione più adeguato occorre valutare innanzitutto la maturità della cervice uterina. Tale valutazione e espressa mediante un indice, il punteggio detto Bishop score, più basso è il valore più sfavorevole è la cervice.

PROCEDURA

Sulla base dell'ultimo controllo ostetrico eseguito, il ginecologo valuterà le modalità di induzione e comunicherà le tempistiche del ricovero.

Metodologie di induzione

  • Prostaglandine:

Il meccanismo d’azione consiste principalmente nel favorire la maturazione cervicale, utilizzato principalmente in caso di cervice sfavorevole. Il farmaco può essere somministrato a seconda delle condizioni cliniche: sotto forma di gel, applicato a livello vaginale per un massimo di tre dosi giornaliere, o sotto forma di dispositivo vaginale a lento rilascio che agisce nell'arco delle 24 ore. L’insorgenza del travaglio è graduale e può pertanto richiedere tempo.

 

  • Ossitocina e amniorexi:

L'ossitocina è una molecola prodotta dal nostro organismo ed è il pricipale ormone del parto. E' anche utilizzabile come farmaco ed è una delle più potenti sostanze uterotoniche note, per questo e utilizzata ,oltre che nell'induzione, nell'accelerzione del travaglio, nel secondamento e nell’involuzione uterina durante il puerperio.
Il meccanismo d’azione consiste principalmente nell'indurre le contrazioni uterine in caso di cervice favorevole e si somministra per via endovenosa.
Gli effetti collaterali dell’ossitocina sono rari e in genere di lieve entità: iperstimolazione uterina dovuta a una particolare sensibilità dell’utero. In casi rari può causare rilasciamento della muscolatura liscia con conseguente ipotensione, tachicardia.
Si ricorda tuttavia che l'uso prolungato di ossitocina in travaglio sono una concausa di emorragia del post partum e pertanto tali dosaggi devono essere raggiunti solo sotto stretta sorveglianza medica. Le donne trattate con ossitocina devono avere il monitoraggio del cuore fetale in continuo e la stretta sorveglianza ostetrica della procedura in sala parto o in reparto .

  • Rottura delle membrane (amniorexi)

L’amniorexi mettendo in contatto l’ambiente intrauterino generalmente sterile con la vagina fa si che il feto, la placenta e le membrane fetali diventino suscettibili di invasione e colonizzazione batterica. Si ipotizza che tale effetto favorisca il rilascio di mediatori chimici del parto. Inoltre tale manovra fa si che le pareti uterine si addossino al feto e ne favoriscano la discesa nella pelvi migliorandone la condizione ostetrica. Analogamente allo scollamento delle membrane l’amniorexi determina un aumento della liberazione delle prostaglandine endogene. L’inizio del parto dopo induzione con amniorexi può richiedere attesa da due a quattro ore e non sembra coinvolgere un aumento della secrezione di ossitocina che pertanto potrebbe essere somministrata dopo il periodo di attesa.
La sequenza temporale fra amniorexi e ossitocina può essere scelta a seconda dei casi, a volte uno solo dei due è sufficiente.

  • Catetere a doppio palloncino (CRB)

Consiste nell'inserimento in vagina di un catetrere che agisce stimolando meccanmicamente il collo uterino compreso fra due palloncini, ciò determina quelle modificazioni del collo uterino ( capacitazione) mediata da prostaglandine endogene, che lo rendono favorevole all'induzione vera e propria, I vantaggi dell’induzione meccanica riportati in letteratura sono: minori rischi di ipertono/ipercontrattilita uterina con alterazioni del battito cardiaco fetale, minore propensione a iniziare contrazioni uterine durante la fase di maturazione cervicale, reversibilità.

  • Scollamento delle membrane

Consiste nell’inserzione di un dito profondamente nella cervice uterina fino a raggiungere l’orifizio uterino interno e il polo inferiore delle membrane fetali che viene quindi separato meccanicamente in alto e circolarmente, fin dove possibile, dal segmento uterino inferiore.
La manovra determina un aumento del rilascio di prostaglandine.
Se viene effettuato lo scollamento delle membrane e bene attendere almeno 6-12 ore prima di applicare le prostaglandine.
Lo scollamento delle membrane e una pratica utile per prevenire le gravidanze oltre termine, gli studi hanno
dimostrato che aumenta il tasso di parti spontanei. Tra la 40° e la 41° settimana e bene fare una visita per valutare lo stato della cervice ed eventualmente Le può essere proposto.

Una metodologia non preclude l 'utilizzo di un'altra che anzi è utilizzabile secondo una sequenza prestabilita e rispettando adeguati tempi di attesa tra una e l altra; l 'induzione può essere definita fallita solo quando la sequenza di metodologie utilizzate non da una risposta positiva per l'espletamento del parto. In questo caso si farà una valutazione che tenga conto delle indicazioni , delle condizioni della gestante e del feto e si potrà ricorrere all'espletamento del parto attraverso il taglio cesareo o provare un secondo ciclo di induzione.
In caso di eventuale rischio materno e/o fetale, è possibile l’eventualità di un taglio cesareo.

E’ utile inoltre sapere che si potrebbero manifestare alcuni effetti indesiderati di cui i più frequenti possono essere:

  • ipertono uterin,
  • alterazione del battito cardiaco fetale,
  • febbre e vomito,
  • nausae e diarrea.
Azioni sul documento