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Intervento a cura dell'Arch. Paolo Brescia, OBR

Il progetto per il Nuovo Galliera integra aspetti medico-organizzativi con quelli architettonico-paesaggistici.

Per inserirsi armoniosamente nel contesto urbano del quartiere di Carignano, l’intervento si articola in due parti: una semi-ipogea che ricalca organicamente la dimensione irregolare del lotto, ed una epigea che recupera la dimensione regolare degli edifici esistenti circostanti e che risponde alle logiche sanitarie contemporanee dell’ospedale a rete.

Più in particolare, la parte semi ipogea costituisce la piastra sanitaria articolata su tre livelli (pronto soccorso, blocco operatorio, ambulatori) e caratterizzata da una copertura a giardino pensile che raccorda le diverse quote altimetriche del lotto (da liv. +25.00 a +38.40 slm), evocando i giardini che caratterizzavano storicamente l’area di progetto. Il giardino pensile è articolato in differenti tematismi. I paesaggi che ne scaturiscono sono tipici dell'ambito territoriale ligure: l'Orto Urbano, il Giardino della Contemplazione, il Giardino Mediterraneo, il Prato Fiorito, il Giardino Inclinato e la Pineta.

Al di sopra della piastra sanitaria si articolano i volumi regolari delle degenze, pensati in un’ottica di massima efficienza sanitaria e massima integrazione con il contesto urbano: le dimensioni, le proporzioni e gli allineamenti sono, infatti, definiti a partire dagli edifici esistenti su Via Vannucci e Corso Mentana. Tra la copertura a verde pensile della piastra sanitaria ed i volumi delle degenze si sviluppa un piano trasparente e permeabile che ha il vantaggio di alleggerire visivamente i corpi soprastanti della degenza che “galleggiano” sospesi sopra il giardino. In questo modo i visitatori si recano a fare visita ai degenti attraversando il piano del giardino, senza transitare nella piastra sanitaria.

Le facciate delle degenze sono caratterizzate da lamelle frangisole verticali che dall’interno garantiscono la privacy, consentendo al tempo stesso un buon ombreggiamento ed un’ottima trasparenza verso il paesaggio. I frangisole sono realizzati con sottili elementi in ceramica che conferiscono alla facciata un aspetto “atmosferico”, assumendo i colori del cielo, scomponendo i raggi del sole e massimizzando la percezione dei cambiamenti dei fenomeni naturali.

Il nuovo giardino pensile si articola tra i due ingressi, quello pubblico a nord-est su Via Volta e quello del Pronto Soccorso a sud-ovest su Corso Aurelio Saffi, generando piani inclinati lungo il perimetro del lotto che consentono di allontanare ed abbassare visivamente i corpi emersi delle degenze, dei quali si apprezzano solo i due livelli superiori (in realtà l’edificio è complessivamente composto da sette piani). Il giardino pensile assurge a un “nuovo suolo” urbano di estensione della città verso il mare, aperto agli abitanti del quartiere che non solo ne beneficeranno in termini estetico-visivi, ma anche pratico-funzionali, stimolando il senso dell’aver cura e dell’autoidentificazione nell’ospedale inteso come bene comune appartenente alla comunità, in cui condividere gli stessi valori all’interno dello stesso ambiente.

Si realizza così un giardino continuo che funge da connessione organica tra ospedale e città.

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