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Reparto a conduzione infermieristica

Esperienza e dati consolidati.

Il 15 gennaio 2018, a distanza di otto mesi dall'inaugurazione dell'Area di degenza a conduzione infermieristica dell'E.O. Ospedali Galliera, avvenuta il 25 maggio dello scorso anno, sono stati presentati i dati raccolti nei primi sei mesi di attività dell’innovativo reparto, unico nel Nord Italia, che dall’apertura ha dimostrato di poter essere una risposta efficace sia per migliorare la gestione di pazienti stabilizzati che necessitano ancora di un breve periodo di ricovero, sia per ridurre le spese e favorire un miglior turn over negli altri reparti ospedalieri, oltre alla soddisfazione che hanno manifestato i pazienti che in questa struttura sono stati ricoverati.

«L'Area Cure Infermieristiche – spiega la dott.ssa Isabella Cevasco, responsabile S.S.D. Professioni Sanitarie dell’E.O. Ospedali Galliera – in questo primo periodo di attività ha dato grandi soddisfazioni a tutti noi. Si è trattata di una sperimentazione interessante, sia dal punto di vista umano che organizzativo».

Nei primi 6 mesi di attività il reparto a conduzione infermieristica ha permesso di liberare 1705 giornate di ricovero (posti letto) negli altri reparti e in particolare, da quello di Chirurgia Generale e Epatobiliopancreatica, di Chirurgica Maxillofacciale, di Chirurgia Vascolare, di Malattie Infettive, Medicina Interna, Neurochirurgia, Ortopedia delle Articolazioni e di Degenza Breve. In quasi tutti questi reparti il numero di ricoveri è aumentato nel 2017 rispetto che nel 2016, per un totale di 336 ricoveri in più. Inoltre, la durata media della degenza è diminuita, da 8,42 a 7,87 giorni.

L’attivazione dell’Area di degenza a conduzione infermieristica è stata disposta dall’E.O. Ospedali Galliera, in conformità alle indicazioni regionali - D.G.R. n. 328 del 28/04/2017 - che prevedono, inoltre, una collaborazione istituzionale tra l’E.O. Ospedali Galliera e l’Azienda S.P.E. Brignole per l’istituzione di una seconda area a conduzione infermieristica di 12 posti letto, al fine di facilitare la continuità assistenziale ospedale – territorio.

Nella nuova struttura vengono ospitati ed assistiti pazienti clinicamente stabili, provenienti da tutti i reparti ospedalieri ad esclusione delle Strutture ad alta intensità di cura (Rianimazione e UTIC).

«Si tratta di un modello assistenziale utile per tutti i pazienti che abbiano completato il percorso diagnostico/terapeutico – aggiunge il Direttore Generale dell’E.O. Ospedali Galliera Adriano Lagostena ma che necessitino ancora di una continuità assistenziale complessa, di tipo infermieristico, prima del rientro a domicilio o in residenze sanitarie assistenziali».

«Questo progetto costituisce un fiore all’occhiello del nostro sistema sanitario – dice il Vicepresidente e assessore regionale alla Sanità e alle Politiche Sociali Sonia Viale – e si inserisce perfettamente nel quadro delineato dal nuovo Piano Socio Sanitario che punta sull’integrazione ospedale-territorio, nell’ottica di una sanità a chilometro zero. Questi primi sei mesi hanno già dato risultati molto positivi sotto diversi punti di vista, in primis per la capacità di rispondere con qualità ed efficienza ai bisogni di salute dei cittadini. Senz’altro si tratta di un modello virtuoso che auspico possa essere esteso già entro l’anno in corso ad un’altra zona del nostro territorio».

Sotto il profilo organizzativo, gli infermieri assicurano la presa in carico e coordinano il percorso di uscita del paziente dall’Ospedale, attivando un supporto domiciliare telefonico e programmando le successive visite in ambulatorio infermieristico.

«Il nostro vuole essere un reparto che favorisce la continuità delle cure – continua la dott.ssa Cevasco – e ogni paziente non può stare da noi più di 15 giorni. Rispettare questo limite consente di avere un alto turn over e di poter affiancare tutti i reparti che lavorano in acuto dell'ospedale. Quando il reparto ha iniziato la propria attività sapevamo di potercela fare, di poter dimostrare di essere in grado di rispondere alle richieste e soddisfare le aspettative della Direzione e dei pazienti. Ma era pur sempre una prima volta e stavamo mettendo alla prova le nostre capacità gestionali e cliniche. A distanza di mesi possiamo dire di avercela fatta: il turn over è elevato, i pazienti sono soddisfatti e i medici ora si fidano della nostra struttura».

 

 

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