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Giornata Mondiale Epilessia

La dott.ssa Daniela Audenino dirigente medico della S.S.C. Neurofisiopatologia sarà ospite lunedì 11 febbraio dalle ore 7.30 alle ore 8 di 'Buongiorno Regione Liguria' su Rai3.

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Il Secolo XIX (4 febbraio 2019)

Genova - Torna anche quest’anno la Giornata mondiale dell’Epilessia, che sarà celebrata l’11 febbraio.

#epilessianonmifaipaura è l’hashtag scelto per la giornata dalla Lega Italiana contro l’epilessia.

Su iniziativa della LICE - Lega Italiana contro l'Epilessia e con la collaborazione di Comune ed Aster, la fontana di Piazza De Ferrari sarà illuminata di viola, colore simbolo dell’epilessia.

Lo stesso 11 febbraio dalle 9 alle 12.30 al salone dei congressi dell’E.O. Ospedali Galliera si svolgerà l’incontro informativo “Parliamo di... Epilessia & Giovani”.
L’incontro è organizzato dall' E.O. Ospedali Galliera, in collaborazione con LICE (coordinata in Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta dalla dott.ssa Daniela Audenino, dirigente medico della S.S.C. Neurofisiopatologia dell'Ente), con il patrocinio del Comune di Genova e di Aice sezione Liguria.

Circa un centinaio di giovani delle scuole superiori potranno confrontarsi su questo tema con specialisti in epilettologia liguri.

 


Dott.ssa Daniela Audenino, coordinatrice LICE - Lega Italiana contro l'Epilessia e dirigente medico della S.S.C. Neurofisiopatologia

 

 

Epilessia locandina

Cos’è l’epilessia?

«L’Epilessia (dal verbo greco eπιλαμβa′νeιν-epilambanein che significa “essere colti di sorpresa”) è un disturbo neurologico cronico caratterizzato dal ripetersi di crisi epilettiche spontanee. Le crisi epilettiche sono provocate da una iperattività delle cellule nervose cerebrali (i cosiddetti “neuroni”) e sono definite come manifestazioni cliniche a comparsa improvvisa, ricorrenza imprevedibile, di brevissima durata, caratterizzate da segni e/o sintomi che dipendono dalla funzione dei neuroni coinvolti - spiega Daniela Audenino - La manifestazione clinicamente più importante è la sospensione improvvisa e non preavvertita della coscienza con caduta a terra e comparsa di movimenti di tipo convulsivo (tremori e scosse muscolari). Per porre diagnosi di epilessia si devono verificare almeno due crisi spontanee (non espressione di un danno cerebrale acuto) separate da un intervallo di tempo di almeno 24 ore. Tra tutte le patologie neurologiche l’epilessia è una delle più frequenti. Si stima che in Italia la malattia interessi circa 500.000 persone. L’ epilessia colpisce tutte le età della vita ma i maggiori picchi di incidenza si hanno nei bambini e negli anziani. Ben note fin dall’antichità per molti secoli le crisi epilettiche sono state considerate inspiegabili con le leggi della medicina. Anche per questo sono state ritenute in passato un evento da nascondere ed ancora oggi sono talvolta oggetto di pregiudizio. Oggi è ben noto che l’epilessia riconosce cause individuate fondamentalmente in fattori genetici e acquisiti quali i disturbi dell’ossigenazione cerebrale pre-peri e post natali, malformazioni della corteccia cerebrale, infezioni, traumi, tumori, ictus, malformazioni vascolari» conclude Daniela Audenino.

Come si fa la diagnosi?

«Per la diagnosi fondamentale è la raccolta completa delle notizie anamnestiche spesso con ausilio dei familiari o di chi assistito alla crisi - prosegue la dottoressa Audenino - E’ importante riconoscere la presenza di eventuali fattori facilitanti e/o scatenanti le crisi epilettiche in soggetti predisposti tra cui la privazione di sonno, l’assunzione eccessiva di alcool o di droghe eccitanti, la fotostimolazione, la febbre. Cardine della diagnosi e di una corretta terapia è l’Elettroencefalogramma, esame del tutto innocuo con cui riusciamo ad evidenziare l’anomalia nella funzione dell’attività elettrica cerebrale ed a capire di che tipo di crisi soffre il nostro paziente. Con il supporto di sistemi Video-EEG di lunga durata possiamo anche registrare le crisi e, correlando la scarica elettrica patologica con il comportamento del paziente al momento della crisi, ipotizzare da quale area del cervello origina la crisi».

Si cura?

«L’epilessia costituisce una patologia neurologica che si esprime in forme molto diverse tra di loro. Questa notevole diversità di forme cliniche si traduce anche in prognosi diverse: alcune forme di epilessia (la maggior parte) sono infatti compatibili con una qualità di vita pressoché normale - aggiunge ancora Daniela Audenino - Altre forme (per fortuna più rare) sono invece di maggiore gravità. È una malattia cronica che può durare tutta la vita anche se ci sono forme età-dipendenti (cioè forme benigne che iniziano e finiscono all’interno di un determinato arco di tempo). Con le varie terapie farmacologiche si riesce ad ottenere una risoluzione completa o un buon controllo delle crisi in circa il 65-70% dei casi. Circa un 30% dei pazienti però non risponde al trattamento farmacologico, e viene definito “farmaco-resistente”. In alcuni di questi pazienti, è possibile individuare con esattezza la zona del cervello responsabile delle crisi. Se quest’area può essere rimossa senza rischi di deficit per il paziente, è possibile intervenire chirurgicamente con un’aspettativa di risoluzione delle crisi anche molto alta».

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