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Influenza o vaccino?

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Campagna vaccinale anti influenzale 2018 - 2019

Cos’è l’influenza e quali sono i suoi sintomi
È una malattia provocata da virus (virus influenzali) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni).

  • Sintomi generali: febbre, spossatezza, mal di testa, dolori muscolari
  • Sintomi respiratori: tosse, mal di gola, respiro affannoso
  • Sintomi gastro-intestinali: nausea, vomito e diarrea (specie nei bambini)

 

Quanto è diffusa e quali complicazioni può dare

In Italia nella stagione 2017-18 si sono ammalate di influenza quasi 9 milioni di persone, 744 in modo grave, e di queste 160 sono decedute. In molti casi i sintomi si risolvono spontaneamente entro 7-10 giorni, ma alcuni gruppi di persone sono a maggior rischio di complicanze come:

  • polmoniti virali o batteriche secondarie
  • disidratazione
  • sinusiti e otiti (queste soprattutto nei bambini)
  • peggioramento di malattie preesistenti (diabete, malattie immunitarie, cardiovascolari, respiratorie croniche, ecc.)

 

Come si trasmette

I virus influenzali si trasmettono per via aerea attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, in maniera diretta (tosse, starnuti, colloqui a distanza ravvicinata) e indiretta (dispersione di goccioline e secrezioni su oggetti e superfici).

Come si può evitare l’influenza?

Si previene mettendo in pratica le azioni che bloccano la trasmissione dei virus (igiene respiratoria e lavaggio delle mani) e tramite la vaccinazione.

Chi dovrebbe vaccinarsi?

La vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente a tutte le persone che sono a maggior rischio di avere complicazioni.

  • Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza
  • Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza:
    1. malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO)
    2. malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
    3. diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30)
    4. insufficienza renale/surrenale cronica
    5. malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
    6. tumori
    7. malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
    8. malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
    9. patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
    10. patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
    11. epatopatie croniche.
  • Soggetti di età pari o superiore a 65 anni.
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
  • Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.

 

Persone che possono trasmettere l’infezione a soggetti ad alto rischio

  • Medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l'influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali
  • Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato).

 

Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori

  • Forze di polizia
  • Vigili del fuoco
  • Altre categorie socialmente utili potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa; a tale riguardo, è facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a tali categorie.
  • Infine, è pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività.

 

Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani

  • Allevatori
  • Addetti all’attività di allevamento
  • Addetti al trasporto di animali vivi
  • Macellatori e vaccinatori
  • Veterinari pubblici e libero-professionisti

 

Altre categorie

  • Donatori di sangue

 

Quali sono gli effetti indesiderati della vaccinazione antinfluenzale e quanto sono frequenti?

Può dare reazioni comuni (1 caso o più ogni 100 dosi) locali (dolore, eritema o gonfiore nel sito di iniezione) o sistemiche (malessere generale, febbre e mialgie). Può inoltre causare reazioni poco comuni o rare (meno di 1 caso ogni 100 dosi) come trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici e reazioni allergiche gravi. In Italia, su 9.9 milioni di vaccini venduti nella campagna antinfluenzale 2017/18, sono state segnalate 155 reazioni avverse (tasso di segnalazione 1.6 per 100.000 dosi; Fonte AIFA Rapporto Vaccini 2017). Di queste 39 sono state gravi, ma tra le gravi un solo caso (risolto) era riconducibile alla vaccinazione.

Quando e dove ci si può vaccinare?

Si raccomanda la vaccinazione poco prima dell’epidemia (autunno-inverno), cioè dal 5 novembre al 31 dicembre, ma è possibile vaccinarsi anche oltre tale data. Lo si può fare presso il proprio medico di famiglia o gli ambulatori dell’Asl.

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